Roma, (askanews) - E' il sogno olimpico dei rifugiati in Kenya. Dieci atleti, tra i quali due siriani e cinque originari del Sud Sudan, profughi nei campi rifugiati in Kenya, si apprestano a vivere le Olimpiadi di Rio, al via il 5 agosto in Brasile.

Gli atleti si stanno allenando a ritmo sostenuto ai piedi delle colline di Ngong, in Kenya. Una sfida importante per loro, che hanno vissuto nei campi profughi di Dadaab e Kakuma, dopo essere fuggiti dalla guerra in Sud Sudan.

Ecco dunque la prima squadra di atleti rifugiati che parteciperanno per la prima volta nella storia ai Giochi Olimpici:

"Sono molto fiera di essere nella squadra - dice Angelina Ndai, atleta rifugiata sud-sudanese - e di essere riconosciuta come sud-sudanese, penso sia la prima volta che i sud-sudanesi partecipino ai Giochi".

Nel team ci sono anche due nuotatori siriani, due judoki congolesi e un maratoneta etiope.

"Sarà suonato l'Inno olimpico in loro onore - afferma Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale - e la bandiera olimpica accompagnerà la squadra di rifugiati nello stadio. Siamo convinti che questa squadra possa rappresentare un simbolo di speranza".

"E' una grande opportunità per me e per tutti i rifugiati - dice questo atleta, James Nyak, capitano della squadra e velocista nei 400 e negli 800 metri - per noi è importantissimo rappresentare i rifugiati. È l'opportunità di dimostrare che i rifugiati possono fare anche queste cose".