Rio de Janeiro (askanews) - I "Giochi per gioco", organizzati per i bambini dei sobborghi di Rio de Janeiro, in Brasile; un modo per avvicinarli allo sport, imitando - anzi, emulando - le gesta degli atleti di tutto il mondo che, solo qualche chilometro più in là, lottano per record e medaglie all'Olimpiade di Rio 2016.

L'idea è di Jarbas Meneghini, un meccanico che è stato anche tedoforo per Rio 2016 e ha inventato le "feste olimpiche" dedicate ai bambini, ispirate alle diverse discipline dei veri giochi olimpici, con tanto di torce, rigorosamente fatte a mano.

"Lo sport ha delle regole e aiuta i bambini ad avere delle regole anche nella vita e nel lavoro - spiega Jarbas - correre di più, iniziare qualcosa per tempo in modo da non rischiare di finire in ritardo. Insomma, lo sport è educazione. Se il governo avesse tenuto conto di questo prevedendo più sport nelle scuole per i più poveri, il Brasile non sarebbe quello che è oggi. A Brasilia ci sono un sacco di politici che sono un'onta per il Brasile che invece è un Paese fantastico".

Jarbas denuncia il fatto che tutti gi investimenti per le Olimpiadi sono stati fatti senza tener conto delle esigenze delle periferie svantaggiate e quindi nulla di tutto ciò che è stato creato per Rio 2016 resterà per questi bambini che, tuttavia, si divertono molto a gareggiare e celebrano con gioia le loro medaglie.

"Sono super felice - ammette un po' imbarazzata la piccola Emily che ha solo 9 anni - adesso torno a casa più forte, mi sento una campionessa".

La maggior parte di questi bambini non ha mai messo piede sulle spiagge di Copacabana o di Ipanema; per loro la casa di Jarbas è quanto di più "vicino" ai Giochi olimpici si possa immaginare. Quanto a lui, non assiste alle gare se non guardandole in Tv perché non ha soldi per comprare il biglietto. Ma questo non gli toglie la voglia di festeggiare con i propri piccoli campioni.

(Immagini Afp)