Rio de Janeiro, (askanews) - Sostenevano di essere stati aggrediti nella notte tra sabato e domenica a Rio de Janeiro, ma un giudice ha riscontrato "incongruenze" nelle loro testimonianze. Per questo, due nuotatori americani sono stati fatti scendere dall'aereo all'aeroporto di Rio de Janeiro. Un terzo nuotatore è già rientrato negli Stati Uniti, secondo il suo avvocato, e stando a quanto riferito dal sito del gruppo editoriale Globo, un quarto nuotatore coinvolto nella vicenda sarebbe ancora in Brasile, anche se le autorità non hanno confermato la notizia.

Ryan Lochte, sei volte medaglia d'oro ai Giochi Olimpici durante la sua carriera, ha raccontato alla televisione americana Nbc di essere stato braccato, con altri tre nuotatori americani, con un'arma da fuoco da falsi poliziotti.

"Siamo qui per fornire la nostra assistenza consolare - ha detto David Fogelsan, portavoce del consolato americano - considerata la nostra legge sulla privacy, non posso fornire altre informazioni, ma potete rivolgervi alle autorità brasiliane per maggiori informazioni".

Di ritorno da una festa a Casa Francia, nella zona sud di Rio, dove gli atleti francesi celebrano le loro medaglie, Gunnar Bentz, Jack Conger, James Feigen e lo stesso Lochte hanno visto il loro taxi fermato da falsi poliziotti. Quando ha ignorato gli ordini di uno dei malviventi, che gli chiedeva di rimanere a terra, Lochte ha spiegato che "il ragazzo ha tirato fuori la pistola, ha messo il colpo in canna, me l'ha puntata alla fronte e ha detto di abbassarmi".

Ma a quanto pare, la loro versione non ha convinto il giudice Keyla Blank. Il magistrato ha detto di aver trovato "incongruenze nelle testimonianze dei nuotatori, a volte contraddittorie, come ad esempio il numero degli aggressori".

"Non possiamo ancora pronunciarci - ha detto Sergio Hiera, avvocato dei nuotatori americani fermati - c'è stata confusione, sono impauriti e non capiscono che cosa succede e perchè non possono prendere l'aereo e c'è molta confusione perchè la polizia ritiene siano dei testimoni mentre il mandato del giudice dice un'altra cosa".