Roma, (askanews) - La politica interessa poco le donne italiane, si sentono meno coinvolte degli uomini e, quando si tratta di andare a votare, lo fanno più per dovere che per un vivo interesse. Lo rileva una ricerca effettuata dall'istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli a settant'anni dal primo voto a suffragio universale, il 10 marzo del 1946. Guardando al voto più recente, quello alle elezioni europee del 2014, l'affluenza alle urne femminile è stata inferiore a quella maschile: ha votato il 57% delle donne a fronte del 61% degli uomini. E dalle analisi svolte sulle intenzioni di voto raccolte nel 2014 e nel 2015 emerge una propensione delle donne al voto inferiore: si dichiara intenzionato ad andare a votare alle prossime elezioni politiche il 71% delle donne, contro il 75% degli uomini. E il loro interesse per la politica è più limitato, si dice interessato alla politica il 50% delle italiane contro il 59% degli italiani.Al Nord va meglio che al Sud: in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto c'è un'affluenza superiore alla media italiana e una differenza minima in termini di partecipazione maschile e femminile mentre in Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria l'affluenza è più bassa e le differenze di genere particolarmente marcate: 54,8% dei votanti sono uomini, il 48,8% sono donne.Le donne tendono a non collocarsi politicamente in un'asse destra-sinistra in misura maggiore (27% delle donne contro il 21% degli uomini). Anche se, guardando i dati, le elettrici preferiscono il Pd molto più degli elettori. A prevalenza maschile è invece l'elettorato del secondo partito in Italia, il Movimento 5 Stelle.Ma nelle fasce di popolazione più giovani ed in quelle più istruite le differenze tra uomini e donne si annullano ed in alcuni casi, come quello emblematico dei giovani che vivono soli, si ribaltano con le donne single e giovani piu vicine alla politica rispetto agli uomini single loro coetanei.