Milano (askanews) - Per Beppe Sala non è "una priorità immediata rispetto a problemi più rilevanti dal punto di vista sociale, come quello delle case popolari", ma se sarà eletto sindaco di Milano al sogno di riaprire i Navigli si dedicherà senza perdere neanche un giorno e farà "di tutto" per realizzarlo. "Noi riteniamo che sia l'unica vera operazione che può ripescare nella storia di Milano, del nostro territorio. Un'operazione anche profondamente culturale della quale non ignoriamo certo le difficoltà e al contempo molto contemporanea, cioè potrebbe essere a supporto di quella che noi immaginiamo debba essere Milano tra 15 anni".

L'idea del candidato primo cittadino del centrosinistra è quella di ripartire da uno studio di fattibilità fatto dal Politecnico di Milano per l'amministrazione Pisapia, svilupparlo e sottoporlo a un referendum entro il 2017. La realizzazione costerebbe non meno di 400 milioni di euro da reperire soprattutto attraverso fondi europei e sponsor. "E' chiaro che può far paura l'idea che la circonvallazione interna o via Melchiorre Gioia vengano limitate da un corso d'acqua, però il problema è come immaginiamo la città tra 15 anni, se immaginiamo che avrà il traffico di oggi o meno. Noi stiamo proponendo una visione che accompagna l'evoluzione della città". Secondo l'ex commissario di Expo non è comunque necessario realizzare contemporaneamente l'intero progetto e si potrà invece procedere per singole parti.