Appena l'aereo atterra, molti passeggeri tirano fuori dalla borsa una busta e la aprono: contiene una mascherina bianca, che si applicano sul viso prima di uscire dall'aeromobile. Sono scene diventati usuali negli aeroporti internazionali di Seul, specialmente per i voli dal Giappone e dalla Cina. I giapponesi sono i piu' diligenti nel seguire questa raccomandazione emessa dal loro governo. Ma poi le ragazze giapponesi – turiste non per caso, ma per shopping – non seguono l'altro avviso del loro ministero degli esteri, quello di evitare le zone affollate: sciamano comunque per le vie commerciali di Seul facendo come sempre incetta di acquisti. Le preoccupazioni, insomma, non sono ancora diventate panico dopo il diffondersi in Corea del Sud della contagiosa Sindrome respiratoria mediorientale (Mers), portata da un 68enne coreano di ritorno a maggio dall'Arabia Saudita e da altri Paesi del Golfo. Ma ci sono segnali in grado di moltiplicare i timori: i numeri aumentano quasi ogni giorno e il totale dei pazienti contagiati e' arrivato a 87, con sei decessi, mentre le persone finite in quarantena sono oltre 2.300. La Who non ha emesso alcuna raccomandazione contro i viaggi nel Paese, ma ormai si temono effetti pesanti sull'economia.