Pompei (askanews) - Dallo studio ovale della Casa Bianca, dove si decidono i destini del mondo alle rovine di Pompei e tra i lavoratori Indesit-Whirlpool di Caserta, in meno di 24 ore. Il premier Matteo Renzi, dopo l'incontro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama è volato in Campania dove ha incontrato anche gli operai dello stabilimento ex Indesit di Carinaro, a rischio chiusura dopo l'acquisizione da parte del colosso americano Whirlpool. Agli 800 uomini e donne che rischiano il posto, ha assicurato l'impegno del governo per salvare il lavoro."Ci ha rassicurato - ha piegato un loro rappresentante - che parlerà coi vertici della Whirlpool per capire quali sono le difficoltà per non poter più produrre a Caserta e che interverrà lui personalmente per capire questa situazione e che non è possibile che s'investa sempre sulle zone del Nord-est mentre il Sud sta sotterando".Il presidente del Consiglio è arrivato a Pompei per presentare l'Expo2015 di Milano, sottolineando l'importanza del ruolo della cultura e scegliendo di farlo in un luogo simbolo dell'Italia, dove si respira un passato glorioso della nostra Nazione ma che, nel contempo, pur tra mille difficoltà, guarda con speranza al futuro."Una scommessa sulla cultura - ha detto Renzi - non è da addetti ai lavori. Riprendersi Pompei non è solo un fatto di dignità per la pubblica amministrazione ma è dire cosa vuole essere l'Italia nel mondo che cambia: un presidio di civiltà, un faro di cultura, un luogo dove vivere un'emozione. Non si può essere uomini e non rimanere a bocca aperta di fronte al restauro della Villa dei misteri, a quei volti a quei colori".Nel corso della sua permanenza a Pompei, prima assoluta per Renzi, il premier ha incontrato anche il governatore Caldoro, il candidato Pd alle regionali, Vincenzo De Luca e, in forma riservata, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.