Roma, (askanews) - Si è chiusa con l'annuncio di una querela la campagna elettorale di Vincenzo De Luca a Napoli. Dietro agli slogan "Campania a testa alta o chiacchiere o lavoro", tutti pensavano alla lista dei 17 candidati impresentabili resa nota dalla commissione anti-mafia guidata da Rosy Bindi, tra cui spicca il nome del candidato governatore del Pd in Campania. "Per il resto mi pare evidente che ci troviamo di fronte a un attacco fin troppo scoperto rivolto non a me ma al segretario del partito democratico al governo - ha spiegato l'ex sindaco di Salerno parlando con i cronisti, aggiungendo - quello che è stato violato è la decenza, quella è stata violata in modo grave".L'ex sindaco di Salerno ha parlato di temi reali: "Siamo gli unici che stanno parlando di lavoro concreto di stabilizzazione dei precari cioè delle questioni che toccano la vita delle famiglie e degli individui al di là delle chiacchiere. Mi pare che fra le alternative che si sono evidenziate in queste settimane c'è anche questa: o le chiacchiere o il lavoro, De Luca rappresenta il lavoro".Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenuto a sostegno di De Luca, la pensa così: "Io penso che sia candidabile ed eleggibile, poi i cittadini faranno le loro valutazioni e decideranno chi credono sia il candidato più adatto a governare questa regione come tutte le altre regioni che vanno al voto, poi naturalmente c'è la legge e la legge va applicata".