Simferopoli, (TMNews) - Essere Ucraina oppure Russia? Il dilemma divide gli abitanti della Crimea più di quanto dicano i numeri che parlano di una maggioranza filo Mosca. La divisione spesso si vive anche in famiglia, come a casa Onoprienko dove ognuno ha un'opinione diversa sul referendum che domenica deciderà le sorti della Crimea."Abbiamo diritto a decidere del nostro destino, ma Kiev ha tolto questa possibilità", dice il figlio maggiore Zhenya, che è pro Russia. "Guarda che sarebbe la stessa cosa con Mosca. Non avremo mai il diritto di decidere da soli", ribatte il fratello minore Dima, che all'università a Simferopoli fa parte dei comitati pro Ucraina. La madre è preoccupata per la sicurezza del figlio più giovane in una città a maggioranza filo russa. "Quando ho scoperto il suo impegno - spiega - gli ho chiesto di lasciar perdere". Ma Dima va avanti per la sua strada. Ha deciso di servire la causa dopo aver visto in televisione le manifestazioni di Kiev. "Lo so che la Crimea passerà alla Russia - spiega - una volta finito l'anno accademico cercherò una nuova università in Ucraina". Il padre Sasha vuole l'annessione alla Russia, ma pensa prima di tutto a tenere unita la famiglia. "Dima si arrabbia troppo facilmente - dice - ma avere discussioni animate non significa che stiamo litigando". Su una cosa l'intera famiglia è d'accordo: all'ora di cena, è meglio lasciare perdere la politica.(immagini Afp)