L'Avana (askanews) - Reazioni ambivalenti tra i cubani, quelli residenti sull'isola e quelli esuli negli Stati Uniti, dopo il ripristino delle relazioni diplomatiche tra Washington e L'Avana, ufficializzata dalla notizia della prossima riapertura della sede diplomatica statunitense, chiusa nel gennaio del 1961 dal presidente Dwight Eisenhower a causa delle tensioni con Fidel Castro.A Cuba tutti sembrano ansiosi di sotterrare l'ultima ascia di guerra della Guerra fredda."Nelle strade la gente appare molto contenta e hanno ragione perché dobbiamo festeggiare"."È un evento molto importante che aspettavamo da tempo. È una riconciliazione non solo tra governi ma anche tra popoli e di cui avevamo bisogno. A partire da oggi, le cose dovranno migliorare".L ambasciata statunitense dovrebbe occupare lo stesso edificio in cui oggi opera l Interests Section, che cura gli interessi di Washington a Cuba sotto l'egida del dipartimento di Stato. La struttura, sul lungomare dell'Avana, è la stessa che ospitava l ambasciata americana prima della rottura delle relazioni diplomatiche nel 1961.Le reazione degli esuli cubani nella Little Havana di Miami sono diverse, alcune molto polemiche."È stata un'infamia da parte dell'amministrazione socialista del "comandante" Obama cercare un modo per legarsi al regime terrorista di Cuba", dichiara senza peli sulla lingua un'attivista dell'opposizione cubana in esilio.Più ragionevole una donna fuggita dall'isola."Non sono d'accordo. Lo sarei se il paese fosse libero dall'oppressione castrista, un paese in cui le libertà civili fossero garantite e non ci fossero prigionieri politici".Il che sembra essere proprio l'obiettivo del presidente Obama, secondo il quale l'embargo di oltre cinquant'anni non è riuscito a raggiungere questi obiettivi. Da cui la necessità, urgente, di un cambio di rotta e di strategia.(Immagini Afp)