Città del Vaticano, 14 apr. (askanews) - "Non di solo pane" è il titolo del padiglione della Santa Sede all'Expo. Per realizzarlo, tre milioni di euro versati, un milione l'uno, dal Vaticano, dalla Conferenza episcopale italiana e dalla diocesi di Milano. Stile sobrio, quasi minimale, come spiega il cardinale Gianfranco Ravasi, commissario vaticano per l'Expo:"La scelta del passato era quella di mostrare la grandezza dell'eredità vaticana, anche dal punto di vista storico e artistico. Pensiamo a cosa significhino i secoli con la storia dell'arte che ha prodotto quasi ininterrottamente un dialogo con il mondo dei simboli, delle figure, delle narrazioni bibliche, dei temi religiosi. Ora invece si vuole percorrere un'altra strada - ha proseguito - che è quella in un certo senso aperta da Papa Francesco, quella cioè di mostrare che esiste anche un modo di comunicare le grandi verità, i grandi temi religiosi, attraverso l'essenzialità, attraverso il simbolo minimo, incisivo, la quotidianità. Ecco allora il fatto che non si è ricorso come in passato a trasferire niente meno che la Pietà di Michelangelo - si può immaginare la complessità di questi problemi, e anche i problemi di sicurezza, per cui si è dovuta costruire quasi una controfigura per poterla portare negli Stati Uniti - rispetto a questo padiglione che, con tre milioni di euro, riesce a risolvere non soltanto il padiglione, ma anche tutto il complesso di eventi che lo circonda".