Roma, (askanews) - Si chiama Jacques Murad, è il priore del Monastero di Mar Elian, in Siria: è il sacerdote rapito il 21 maggio a 60 chilometri a Sud-Est di Homs, della stessa comunità di Paolo Dall'Oglio, rapito il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa, la città controllata dai jihadisti dello Stato Islamico.A dare la notizia è stata l'agenzia missionaria del Vaticano, Fides, confermata dall'arcidiocesi siro-cattolica di Homs. Gianni Valente, autore del servizio per Fides, racconta che dietro il rapimento potrebbero esserci i gruppi salafiti della zona: "Qualcuno dei locali lancia l'ipotesi che dietro il rapimento ci siano i gruppi salafiti dell'area che si sono sentiti rafforzati da quello che sta succedendo non troppo lontano a Palmira, conquistata dall'Isis. Bisogna però ricordare che sia padre Jacques che padre Dall'Oglio si situavano da sempre sulla linea della scelta del dialogo e della collaborazione e dell'amicizia islamo-cristiana. Tanto è vero che la zona dove si trova il monastero era stata contesa in passato e padre Jacques insieme a dei notabili sunniti dell'area aveva fatto da mediatore per fare in modo che i conflitti e gli scontri non arrivassero nelle zone abitate. Lo stesso monastero era da tempo diventato il luogo di rifugio per molti sfollati dell'area, in buona parte musulmani".Le ultime notizie di padre Murad non erano affatto rassicuranti: "Da qualche tempo aveva mandato ai suoi amici messaggi preoccupanti per ciò che stava succedendo nell'area di Palmira. Riteneva che ci fossero forze jihadiste esterne che avrebbero portato violenza e morte, non solo tra i cristiani ma anche tra i musulmani".