Roma, (askanews) - Non accetterò più di essere definito un assassino e se servirà mi tutelerò nelle sedi opportune". A ribadirlo è Raffaele Sollecito che a pochi giorni dall'assoluzione definitiva della Cassazione per l'omicidio di Meredith Kercher, ha convocato una conferenza stampa a Roma con i suoi legali. Sollecito ha detto di essere tornato finalmente alla vita dopo la sentenza e ha definito gli ultimi anni come un calvario, una sofferenza incredibile."Alla luce dell'esito posso dire che il sistema giudiziario ha funzionato, alla fine. Ma 7 anni e 5 mesi per arrivare a un esito che si conosceva da anni, per me sono davvero troppi".Sollecito, così come ha fatto già Amanda Knox, sta pensando se scrivere un libro sulla sua vicenda giudiziaria, e sulla ragazza di Seattle ha detto:"Sì, l'ho sentita proprio ultimamente, le ho fatto gli auguri e lei me li ha fatti, siamo entrambi molto felici",spiegando che tra loro ormai c'è solo un amicizia.La sua legale Giulia Bongiorno ha detto che nei prossimi giorni si valuterà se ci sono i presupposti per un'azione di risarcimento, ma non c'è alcuna intenzione di vendetta. Il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, ha voluto mandare un messaggio alla famiglia di Meredith, secondo la quale non è stata fatta giustizia ."Vorrei tanto poter parlare con loro per potergli far capire che forse sono stati male informati. Basterebbe leggere le carte per capire che Raffaele e Amanda non c'entrano nulla. Sarebbe il caso che Rudy glielo dicesse in maniera chiara che è stato lui, perché lo ha fatto, come lo ha fatto".