Milano, (TMNews) - "È come se fossi stato cinque mesi su Marte. E ho scoperto che i marziani sono molto cattivi". Le prime parole di Domenico Quirico pronunciate da uomo libero raccontano molto dei 5 mesi trascorsi da prigioniero in Siria insieme al belga Pierre Piccinin. Dal 9 aprile, giorno del suo ultimo messaggio, non si avevano più notizie dell'inviato della Stampa. Un lungo silenzio interrotto solo da una telefonata concessa dai rapitori alla famiglia il 6 giugno. Un lungo silenzio durato fino alla sera di domenica 8 settembre quando si è diffusa la notizia della sua liberazione. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, lo ha accolto a Ciampino al suo arrivo a Roma e lo ha accompagnato all'incontro a Palazzo Chigi col premier Letta che insieme al suo vice Alfano ha voluto esprimere soddisfazione per l'esito della vicenda. Poi l'interrogatorio in procura prima del ritorno a casa, quella di Cuneo. Sul volto provato di Quirico i segni di una prigionia logorante, nei suoi occhi cerchiati la delusione che non nasconde a parole: "Non è la rivoluzione che ho conosciuto due anni fa ad Aleppo, laica, tollerante. È diventata un altra cosa".