Quindici (askanews) - Gli spari della camorra non hanno fermato l'inaugurazione del maglificio "100QuindiciPassi" a Quindici nell'Avellinese, realizzato in una ex villa bunker, sottratta al clan Graziano e affidata alla associazione antimafia "Libera".Pochi giorni prima dell'apertura, dei malviventi hanno esploso, a scopo intimidatorio, dei colpi d'arma da fuoco contro il cancello, distruggendo l'insegna dell'azienda che recitava "bene confiscato alla camorra e restituito all'Italia". Così Rosy Bindi, capo della commissione parlamentare antimafia e Don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera"."Vogliamo respingere ogni tentativo di impedire che questo bene venga restituito alla comunità come bene produttivo - ha detto Rosy Bindi - quindi grazie a quanti hanno lavorato in questi anni: istituzioni, Libera, tanti volontari. Questa è la risposta quando lo Stato vuole, quando le istituzioni vogliono, quando la società reagisce"."Un altro bene confiscato, restituito alla collettività proprio per essere un punto d'aggregazione e di servizio per centinaia di giovani - ha aggiunto Don Ciotti - ci sono centinaia di associazioni in Italia che ne hanno usufruito, bisogna fare in modo però che si allarghi questa dimensione, il grande nodo restano le aziende confiscate perché lì ci sono dei grossi vuoti, dei grossi ritardi per modifiche che sono già scritte; allora si dia una mossa la politica, per piacere".Il maglificio "100QuindiciPassi" è un progetto di inserimento lavorativo che la cooperativa sociale Oasiproject sta portando avanti con la Fondazione "Con Il Sud". Una risorsa d'importanza vitale in una terra in cui la mancanza del lavoro è uno dei maggiori problemi sociali."Il lavoro è fondamentale perché dà la dignità e la libertà alle persone - ha concluso il fondatore di Libera - se non c'è lavoro è una morte civile e noi abbiamo purtroppo troppe persone che sono senza lavoro. Lotta alle mafie, alla camorra, alla violenza criminale, vuol dire scuola, cultura e lavoro, al fianco dei magistrati e delle forze di polizia. Qui c'è un bene confiscato ma anche una cooperativa per dare lavoro a persone del territorio, un sogno diventato realtà".