Ho Chi Minh City (askanews) - Quarant'anni fa, il 30 aprile 1975, le truppe dell'Esercito Popolare del Vietnam del Nord e dei Viet Cong conquistavano definitivamente la Capitale del Vietnam del Sud, Saigon poi ribattezzata Ho Chi Minh City, in onore del carisamtico leader comunista. La "Caduta di Saigon" pose fine alla sanguinaria guerra del Vietnam, durata quasi 20 anni e che causò milioni di morti su entrambi i fronti e tra i militari stranieri coinvolti, primi tra tutti gli americani, allati dei vietnamiti del Sud, che lasciarono il Paese con un bilancio di quasi 60mila caduti.A distanza di 40 anni, Ho Chi Minh City ha celebrato quell'eventocon una parata che ha ricordato l'entrata dei carri delle forze comuniste nella città.Il primo ministro Nguyen Tan Dung, non ha perso l'occasione per puntare ancora una volta il dito proprio contro l'antico nemico americano, parlando alla folla riunita davanti al palazzo dell'Indipendenza. "Hanno commesso crimini barbari e innumerevoli - ha detto - hanno causato perdite incommensurabili e tanto dolore alla popolazione".La vittoria militare di quarant'anni fa, per l'attuale governo comunista, rappresenta un importante strumento per legittimarsi. Ma la percezione che i vietnamiti hanno della guerra è cambiata negli anni. Mentre prima era considerata come una guerra di liberazione e d'unificazione, "oggi tanti vietnamiti vedono la guerra come un avvenimento tragico, nel quale vietnamiti sono stati uccisi da altri vietnamiti: una guerra civile".Il Vietnam di oggi è molto diverso da quello del 1975, forgiato sull'esempio dell'amatissimo Ho Chi Minh. Alla fine degli anni '80 il Vietnam s'è aperto all'economia di mercato, garantendosi un periodo di prosperità in maniera simile a quella della Cina. Questa svolta economica è stata accompagnata da corruzione e da un aumento delle disuguaglianze.(Immagini Afp)