Cortina d'Ampezzo, (TMNews) - Cento anni fa queste montagne oggi patrimonio dell'umanità sono state teatro di una terribile guerra. Italiani e austriaci si sono combattuti fino alla morte sulle Dolomiti di Cortina d Ampezzo durante la Grande Guerra. Una guerra di mina durissima che fece decine di migliaia di vittime. Allora la "Regina delle Dolomiti" era parte dell'impero austro-ungarico, come ricorda lo storico ampezzano Paolo Giacomel che per il centenario del conflitto ha scritto il libro "1914. L'Austria chiamò alle armi" (edizioni ULd A - union de i Ladis de Anpezo): "La guerra a Cortina è iniziata il primo agosto del 1914 dopo l attentato di Sarajevo del 28 giugno dello stesso anno. Gli uomini furono inviati contro l esercito russo, in Galizia, fra Polonia e Ucraina. Furono mandati subito in prima linea, molti non tornarono più. L'esercito austro-ungarico fu annientato in Galizia. Ed è lì che si trovano le tombe dei soldati di queste valli caduti in guerra. "Questa debacle diede coraggio al regno d Italia per dichiarare guerra quanto prima all Impero d Austria", spiega Giacomel. Il regio esercito italiano arrivò a Cortina nel maggio del 1915. "Furono accolti in modo freddo: non c erano uomini, le donne erano impegnate nei loro lavori quotidiani, i bambini erano a scuola". Gli ampezzani erano sul fronte russo, l esercito austriaco attendeva su montagne come queste - il Sasso di Stria, il Lagazuoi e il Col di Lana - che ancora oggi portano i segni della guerra, fra gallerie, fortini e trincee."Per arrivare a conquistare quella vetta - ricorda Giacomel - morirono migliaia di soldati, mantennero la conquista per un giorno solo perché poi la perdettero e non la conquistarono più neppure quando fecero una galleria al di sotto della vetta per farla saltare. La mantennero gli austriaci fino alla rotta di Caporetto".