Le Bourget (askanews) - La Russia non ha affatto archiviato o metabolizzato quella che ha definito come una pugnalata alla schiena inferta con l'abbattimento nei pressi della frontiera turco-siriana da parte dell'aviazione militare di Ankara di un caccia-bombardiere russo in missione antiterrorismo. Un'azione, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin senza inutili perifrasi, compiuta al fine di proteggere il traffico clandestino di petrolio organizzato dalle milizie dell'Isis."Abbiamo tutte le ragioni di ritenere che la decisione di abbattere il nostro aereo sia stata dettata dalla volontà di proteggere le rotte di transito del petrolio verso il territorio turco", ha dichiarato Putin durante una conferenza stampa a margine del vertice internazionale sul clima che si tiene a Parigi.Il leader della Federazione russa ha poi aggiunto di avere ricevuto informazioni ulteriori che confermano come il petrolio, prodotto in aree controllate dal cosiddetto Stato islamico e da altre organizzazioni terroristiche, venga trasferito in Turchia per essere trasformato in finanziamenti destinati alle milizie islamiste. Si tratta infatti di una delle principali fonti di ricavo per l'Isis, che controlla ampie regioni della Siria e dell'Iraq.Pronta la replica della Turchia che ha sfidato la Russia a provare le accuse. "Quando si sostiene qualcosa, lo si dovrebbe provare", ha dichiarato il capo dello Stato turco Recep Erdogan, aggiungendo di essere pronto a rassegnare le dimissioni nel caso in cui le affermazioni di Mosca dovessero rivelarsi vere. "Mettete i documenti sul tavolo, se ne avete", ha insistito Erdogan, secondo quanto riferito dalla Bbc.(Immagini Afp)