Teheran (askanews) - Siria, ma non solo. Il presidente russo Vladimir Putin ha inaugurato a Teheran un tour de force diplomatico che culminerà il 26 novembre a Mosca in un vertice con il presidente francese Francois Hollande. L'obiettivo del Cremlino è quello di creare una coalizione internazionale contro l'Isis. Compito non facile dal momento che restano ancora molte differenze sulle tattiche che, in realtà, sembrano celare più o meno confessabili divergenze strategiche. Soprattutto con gli Stati Uniti.Molto meglio sono andate le cose in Iran. Con Ali Khamenei, la guida suprema della Repubblica islamica, il colloquio di Putin è durato più a lungo del previsto ed è stato molto costruttivo, come ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. D'altronde sulla Siria, il primo degli argomenti dell'agenda, le posizioni sono da sempre concordanti. Ed entrambi hanno ribadito che la soluzione politica della crisi deve dipendere dalle decisioni del popolo siriano e non può essere imposta dall'estero.Ma il presidente russo ha allargato l'orizzonte dell'intesa. Mosca ha infatti revocato il divieto alle aziende russe sulla cooperazione nucleare con l'Iran. Un decreto firmato dal leader del Cremlino consente alle imprese russe di lavorare con quelle iraniane nel sito di arricchimento di Fordo e di aiutare Teheran nella riprogettazione del reattore nucleare di Arak. Le aziende russe possono ora anche impegnarsi nelle attività collegate alle esportazioni iraniane di uranio arricchito, in cambio di forniture di uranio naturale all'Iran, come si legge nel decreto del Cremlino.(Immagini Afp)