Mosca (TMNews) - "Penso che se riuscissimo a organizzare una valida difesa ad alto livello, Nadya e Masha potrebbero uscire dal carcere nel giro di un paio di anni".A parlare è Yekaterina Samutevich, Katja, une delle 3 Pussy Riot, la Punk Band russa femminista accusata di "teppismo motivato da odio religioso" per aver cantato, nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca una canzone contro il presidente russo, Vladimir Putin. Yekaterina è libera mentre le sue due colleghe sono state condannate a due anni di rieducazione in una colonia penale."E' difficile far finta di niente - spiega la cantante - quando tutto il tuo lavoro viene etichettato come 'estremista' e le altre ragazze del gruppo sono in prigione. La prima cosa da fare è cercare di far uscire loro dal carcere e agire contro contro la decisione di considerare 'estremisti' i nostri video".Da quando Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni e Maria Alyokhina, 24 anni, sono state condannate anche in appello, Yekaterina non riesce a parlare facilmente con loro."ER' difficile per me parlare con loro - spiega - perché di fatto io sono una complice del loro crimine e quindi non ci è permesso comunicare. Posso mandargli delle lettere ma non sono sicura che tutto quello che scrivo venge effettivamente letto da loro e non sia filtrato dalla censura"."A Putin continuano a fare sempre la stessa, imbarazzante, domanda sulla sorte delle Pussy Riot e credo che sarà sempre così, specie con le olimpiadi di Sochi alle porte. Io non so come si comporteranno le autorità statali e cosa effettivamente faranno"Yekaterina al momento, pur essendo tecnicamente libera non può allontanarsi da Mosca né lasciare la Russia se non con un permesso speciale.(immagini AFP)