Mosca, (askanews) - Underground addio, è l'ora del #softnorm. In Russia ma anche in altri Paesi dell'Europa orientale si sta affermando un nuovo modo di fare arte. Non più urlato, ma non per questo meno efficace. Anzi il messaggio per lo spettatore può essere molto incisivo o addirittura aggressivo. Lo racconta Antonio Geusa, curatore di una mostra aperta a Mosca presso Artplay che prende nome da questa tendenza e riunisce 8 artisti, provenienti da Russia, Ucraina, Repubblica ceca, Slovacchia e Bulgaria con lavori molto rappresentativi."Negli ultimi anni c'è questa tendenza a non gridare più come facevano prima gli artisti. Quella forma di azionismo che ha animato gran parte degli anni '80 e '90 non è più attuale. Gli artisti non gridano più. E non sono più disposti a vivere nel sottosuolo, ai margini. Ma allo stesso tempo un artista non può essere mai conforme alla regola. Quindi il loro modo di fare arte è più soft e in toni abbastanza tenui".Ma non per questo, meno graffianti.