Bari (askanews) - "Uno dei due treni non doveva essere là, stiamo valutando la portata dell'errore, se portata umana o tecnica, comunque l'errore c'è stato".

Parla di errore certo Giancarlo Conticchio, dirigente della Polfer di Puglia e Basilicata, a proposito del drammatico scontro tra i due treni delle Ferrovie nord baresi avvenuto martedì 12 luglio 2016 in Puglia, tra Andria e Corato nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani.

Treni moderni ed efficienti, usati quotidianamente per lo più da studenti, pendolari e passeggeri diretti in aeroporto. Sotto accusa è finito, però, il sistema di sicurezza sulla tratta a binario unico, non automatizzato ma affidato al cosiddetto "blocco telefonico". Una telefonata o un fonogramma tra i capistazione regolava il transito alternato dei convogli ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. La procura di Trani indaga contro ignoti per disastro plurimo colposo.

"Stiamo analizzando i filmati presenti nella zona - ha aggiunto Conticchio - dopo aver visionato il materiale che abbiamo in sequestro possiamo fare il punto della situazione".

Il bilancio dei morti si è ulteriormente aggravato nella notte; il numero delle vittime "reclamate" è salito a 27 con oltre una cinquantina di feriti ma sono solo 23 i corpi ricomposteie i vigili del fuoco continuano a scavare tra le lamiere sbriciolate dei due convogli alla ricerca di altri resti umani.

È iniziato nell'obitorio del policlinico di Bari, intanto, il difficile riconoscimento delle vittime. I cadaveri purtroppo erano pressoché irriconoscibili a causa della violenza dell'urto, avvenuto secondo gli esperti a oltre 100 Km all'ora, e per l'identificazione i parenti hanno dovuto fare ricorso a dettagli o particolari dei corpi.