Milano (askanews) - Un lungo e commosso applauso delle gente di Andria ha accompagnato fuori dal Palasport della città pugliese le bare di 14 delle 23 vittime dell'incidente ferroviario avvenuto in Puglia il 12 luglio, di cui, sabato 16 luglio 2016, sono stati celebrati i funerali. Nella struttura erano presenti oltre 3.500 persone, non solo parenti e familiari di chi ha perso la vita nel tragico schianto dei due treni regionali tra Andria e Corato, ma anche tanta gente comune che ha voluto stringersi in un ultimo abbraccio ai parenti dei defunti.

"Le prassi economiche normali spesso non danno importanza al

valore della vita - ha detto nell'omelia il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi - ma seguono calcoli ottusi di convenienza e interessi senza scrupoli, generando grandi e piccole inadempienze nei confronti del proprio dovere. Per troppi anni e per tante persone le nostre terre sono state considerate le periferie dell'Italia".

Ad Andria è tornato anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella che prima della funzione ha voluto stringere le mani per dare un tangibile gesto di conforto ai familiari dei delle vittime. A lui si è rivolto il sindaco di Andria, Nicola Giorgino, chiedendo giustizia. "Diciamo mai più a stragi così - ha detto - ci aiuti a far prevalere il coraggio".

Tra le altre autorità erano presenti la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il governatore della Puglia, Michele Emiliano.

Sul fronte delle indagini per farl luce sulle cause del disastro, intanto, procede l'attività degli inquirenti. Sei le persone al momento iscritte nel registro degli indagati; oltre ai 2 capistazione di Andria e Corato e al capotreno del convoglio partito da Andria, sopravvissuto alla strage, ci sono anche 3 manager della Ferrotramviaria, la società privata che gestiva il tratto ferroviario sul quale è avvenuta la sciagura.