Milano (TMNews) - Nel giro di una notte di mezza estate a Milano è spuntato un campo di mais di fronte al Castello Sforzesco. Più di 1.500 piante, alte quasi due metri, che insieme agli ortaggi piantati alla base del granoturco, per i passanti equivalgono alla vista di un marziano appena atterrato in città. Esattamente l'obiettivo che si è dato Matteo Gatto, direttore delle aree tematiche di Expo 2015, per l'esposizione universale del prossimo anno: "L'idea è che le persone, nel momento in cui vengono spiazzate, portate a riflettere su qualcosa che non si aspettavano di vedere in città, si pongano delle domande su che rapporto hanno con la produzione del cibo, con la natura, il paesaggio e la campagna stando in città. Abbiamo visto bambini scoprire la zucchina o il pomodoro". L'installazione vivente sarà probabilmente replicata nel 2015 in una piazza molto più grande della città e anche nel sito espositivo l'obiettivo è riprodurre lo stesso effetto: "Noi vogliamo che questa non sia un'Expo di interazione digitale, attraverso strutture di quel tipo, ma pensiamo che la vera interazione nasca dall'emozione, cioè dal poter stupire i visitatori con grandi installazioni, grandi scenografie nelle aree tematiche e lo stesso faranno nei padiglioni dei Paesi". A fine agosto la piantagione sarà smontata in tante piccole sezioni che potranno essere adottate, attraverso una gara, da scuole, vivai e associazioni.