Roma, 22 set. (askanews) - Prove di dialogo a Roma tra due punte di diamante della cucina italiana e di quella israeliana. Da un lato Marco Martini, chef del ristorante romano Stazione di Posta, ancora fresco della sua prima stella Michelin. Dall'altro Meir Adoni, chef e titolare, tra gli altri, del Catit e del Mizlala di Tel Aviv, tra i più celebri e innovativi ristoranti d'Israele.Il tutto per un antipasto del programma Round Table, che a fine ottobre porterà a Tel Aviv un centinaio di chef stellati internazionali per una serie di scambi con omologhi israeliani.Nel quartiere romano di Testaccio i due giovani maestri hanno condiviso i fornelli e la brigata di cucina della Stazione di Posta.Martini ha preparato un invitante piatto con fiori di zucca croccanti, ricotta fatta in casa e menta. Adoni ha optato per un crudo di pesce su bruscetta, pomodori e una speciale salsa verde a base di piselli e finocchio."Vedere all'opera uno dei più promettenti chef italiani è stato per me di grande ispirazione - ha detto Adoni -, aspetto davvero con ansia che Marco venga in Israele, gli mostrerò alcuni aspetti molto interessanti della nuova cucina israeliana".E se Israele, così giovane, sta ancora forgiando una sua riconoscibile identità culinaria, l'Italia può offrire una sterminata varietà di influenze. Abbiamo chiesto a Martini quali siano le sue: "Le influenze - ha detto - sono tutte quelle nella mia testa, che cerchiamo di rappresentare in ogni piatto. Cerchiamo di dare, oltre allo stimolo olfattivo e gustativo anche uno stimolo diciamo sentimentale, quindi cerchiamo di trasmettere tutto quel che siamo dentro a un piatto".