Roma, (askanews) - Indossano i cartelli con i numeri progressivi fino a 900. Tanti quanti sono i morti della strage avvenuta nelle acque del Mediterraneo. Arrivano dalla Nigeria, dal Mali, dalla Somalia, dall'Eritrea. Anche loro dopo un viaggio della speranza, su una delle tante carrette in mare. Sono scesi in piazza, davanti a Montecitorio, a Roma, insieme ad Emergency, Amnesty e all'Associazione Libera, oltre alla Cgil e alla Fiom, migranti e cittadini italiani, per chiedere ai governi di intervenire. Le ragioni della protesta dalle loro voci: "Siamo qui per ricordare i nostri fratelli morti nel Mar Mediterraneo. Chiediamo ai governi di essere tutelati e che siano riconosciuti i nostri diritti di rifugiati". "Dico ai governi di continuare a salvare le persone in mare. Non possono lasciare morire la gente cosi in mare".Marco Rossi, responsabile del coordinamento dei volontari di Emergency: "Il diritto delle persone a fuggire dalla guerra e dalla fame è assolutamente la priorità su qualunque altra cosa. La dignità delle persone va sempre rispettata, bisogna fare qualsiasi cosa affinchè questi episodi terrificanti non accadano mai più".Da Fernando Chironda, coordinatore della campagna sull'immigrazione in Europa per Amnesty Italia un appello all'Europa intera: "Basta morti in mare. Serve che l'Europa si attivi seriamente e urgentemente per avviare una operazione di ricerca in mare e per dire all'Europa che sui deve muovere per dare via d'accesso sicure e legali alternative al mare a tutti coloro che fuggono dalla guerra".