Roma, 11 nov. (askanews) - Davanti a Montecitorio per chiedere verità e giustizia per Marcello Lonzi, morto d'infarto, in carcere. Era il luglio del 2003 e le indagini sono state riaperte qualche mese fa. Di fronte a Montecitorio un presidio di Sel e dei radicali ha puntato il riflettore su questo potenziale nuovo caso Cucchi. La madre, Maria Ciuffi, teme una nuova archiviazione senza processo: "Io non ho mai avuto un processo, perché? Perché negarmi anche questo?" ha chiusto Ciuffi, ricordando che il caso fu archiviato "la prima volta nel dicembre 2004, per morte naturale. La seconda volta, 2001, grande infarto". Ciuffi ha mostrato delle immagini molto crude, spiegando i sospetti sulle ferite: "Queste tre qui... Ci sono tre ferite molto lineri".Marcello Lonzi morì nel carcere livornese delle Sughere in seguito a una condanna a nove mesi per tentato furto; il corpo fu ritrovato nel sangue, con costole rotte, buchi in testa e un polso fratturato. La radicale Rita Bernardini ricorda che la battaglia riguarda la condizione di vita in tutte le carceri, e tante altre morti dai contorni ancora poco chiari."Ci sono state 833 morti, non tutte chiarissime, e molte famiglie sono rassegnate; a volte talmente povere che non sanno come muoversi e accettano il verdetto: "è morto". Magari sapevano che era in buona salute: è morto. E invece bisognerebbe fare un'indagine su tutte queste morti senza spiegazione".