Torino, (TMNews) - "Appare necessario verificare l'autenticità della documentazione". Così il giudice della Corte d'appello di Torino, Alberto Oggé, si è espresso sui due certificati di morte, di cui uno internazionale, prodotti dai legali difensori di Louis De Cartier, uno degli imputati nel processo di appello Eternit, che è deceduto il 22 maggio scorso. La Corte, come atto dovuto, ha richiesto una perizia sulle carte entro venerdì, nominando un proprio perito.Il 3 giugno si attende la sentenza di secondo grado del processo Eternit. Il pm Raffaele Guariniello, che sostiene l'accusa, nella sua arringa aveva chiesto un inasprimento delle pene, da 16 anni comminati in primo grado a 20 anni. Col decesso di uno degli imputati, circa 1.500 parti civili rischiano di non ricevere alcun risarcimento. Nicola Pondrano, vice presidente dell'Afeva, l'associazione dei familiari delle vittime dell'amianto."Riteniamo - ha dichiarato Pondrano - che queste parti lese abbiano diritto ad unrisarcimento. C'e una sentenza di primo grado che afferma lacolpevolezza del barone Luois De Cartier e c'e la possibilità'di percorrere le vie giudiziarie in sede civile. Non ciarrendiamo" ha spiegato Pondrano. Molte parti civili stanno valutando se accettare le offerte provenienti dal'altro imputato, lo svizzero Stephan Schmidheiny, per non correre il rischio di rimanere senza risarcimento.