Milano, (TMNews) - Google è responsabile dei risultati di altri siti prodotti da una ricerca sul suo motore. A sancirlo è una sentenza della Corte europea, la più alta istituzione in materia di giustizia in Europa, che ritiene "il gestore di un motore di ricerca su Internet responsabile del trattamento effettuato dei dati personali che appaiono su pagine Web pubblicate da terzi". Questo significa che se un qualsiasi utente ritiene le informazioni prodotte dalla ricerca lesive della propria privacy può rivalersi su Google e chiedere la rimozione di quel link. E se Google non desse seguito alla richiesta, rivolgersi all'autorità giudiziaria per ottenerne la soppressione. La sentenza, un primo passo verso la tutela della privacy ma soprattutto in difesa del cosiddetto "diritto all'oblio", prevede però anche una tutela del legittimo interesse degli utenti Web, invocando un giusto equilibrio tra l interesse generale e il rispetto della privacy.La risposta della Corte europea arriva dopo la causa intentata nel 2010 da un cittadino spagnolo contro un quotidiano, oltre che contro Google e la sua divisione spagnola.