Roma, (askanews) - Al via a Roma la prima udienza del maxi-processo "Mafia Capitale", sulla grande organizzazione che avrebbe operato a Roma e nel Lazio, corrompendo politici, funzionari pubblici, amministratori. Tribunale di piazzale Clodio preso d'assalto da oltre 300 giornalisti accreditati, molti anche stranieri.La Procura ha chiesto il processo per l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, accusato nell'ambito dell'inchiesta di corruzione e illecito finanziamento. Gli inquirenti gli contestano in particolare di aver ricevuto somme di danaro in gran parte attraverso la fondazione Nuova Italia da lui presieduta, per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio. Somme che sarebbero state erogate da Salvatore Buzzi, ras delle cooperative, in accordo con Massimo Carminati, tra il 2012 e il 2014. Il tramite sarebbe stato l'ex ad di Ama Franco Panzironi. Al momento è caduta l'accusa di associazione mafiosa.Dei 46 imputati per cui è stato disposto il giudizio, il primo a esser chiamato è stato Buzzi, in carcere a Tolmezzo e collegato tramite videoconferenza. Poi è toccato a Carminati, detenuto a Parma in regime di 41 bis. Pochi gli imputati agli arresti domiciliari che hanno voluto esser presenti. Tra loro l'ex delegato del tavolo d'accoglienza dei rifugiati, Luca Odevaine, che ha ammesso le sue responsabilità parlando con i giornalisti: "Ho fatto degli errori, ha detto, sto collaborando".Secondo l'avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore di Carminati, il suo assistito è pronto a parlare davanti ai giudici e "vuole chiarire diverse cose". L'avvocato se l'è presa con il clamore mediatico e non, attorno a questo processo."Il corredo di pregiudizi che purtroppo qualifica questo procedimento. Carminati è un delinquente per definizione". E sul fatto che stia in cella: "Assolutamente no, non merita di stare in quella cella al 41 bis". "Il 41 bis per definizione è uno strumento di disparità di trattamento".Sono quasi 60 le richieste di parte fatte nel processo: da associazioni a partiti politici, da certificati di semplici cittadini a ministero dell'Interno, amministratori giudiziari delle società fallite coinvolte nell'inchiesta, Regione Lazio e Comune di Roma. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 17 novembre.