Milano (askanews) - "Oggi la discussione è incentrata sulla nostra richiesta di un ammortizzatore sociale che distribuisca equamente su tutti i dipendenti l'onere della riduzione dell'orario di lavoro e quindi della retribuzione, a fronte della richiesta della Lega che prevede di continuare a far lavorare una decina di persone e di mandarne a casa una sessantina a zero ore".Così il sindacalista Uil Paolo Proietti fa il punto sulla vertenza che coinvolge 71 dipendenti della Lega Nord che il 4 novembre 2014 il partito ha annunciato di voler licenziare. Dopo un'assemblea in un hotel milanese, i rappresentanti dei lavoratori hanno dato vita ad un nuovo presidio di protesta davanti alla sede del Carroccio in via Bellerio a Milano. Dopo quattro tavoli a Roma per discutere della richiesta del Carroccio di una procedura di licenziamento collettivo, il prossimo incontro è fissato per il 28 gennaio, a cui seguirà l'ultimo tavolo al ministero del Lavoro il 4 febbraio. Francesco Bonora, uno dei 71 dipendenti che rischiano il posto di lavoro: "Purtroppo l'ipotesi dei contratti di solidarietà che noi avevamo chiesto fin dall'inizio perché poteva preservare tutti i 71 dipendenti, lavorando meno ma lavorando tutti, è stata bocciata su tutta la linea dalla dirigenza della Lega Nord e dagli avvocati che trattano la nostra causa".