Manila (askanews) - Nelle Filippine, il candidato populista Rodrigo Duterte si appresta a vincere a man basse le elezioni per il nuovo presidente della Repubblica che sostituirà Benigno Aquino. Duterte, detto Digong e considerato il "Donald Trump delle Filippine" è dato in netto vantaggio sui diretti contendenti dai primi risultati parziali dopo l'inizio dello spoglio.Settatantun anni, per 22 anni sindaco della popolosa città di Davao, ha fatto della lotta alla criminalità e al narcotraffico un baluardo della sua carriera e della sua ascesa politica."Sarebbe veramente triste e tragico per questo Paese avere un presidente debole e meschino. Io sono orientato a combattere la droga e i banchieri della droga".Duterte ha conquistato l'elettorato con un linguaggio crudo e un modo di fare schietto e autoritario, ipnotizzando milioni di elettori con parolacce e promesse di soluzioni brutali, ma veloci, ai problemi del Paese, criminalità e povertà e, soprattutto, giurando di uccidere migliaia di criminali e passare alla dittatura se il parlamento non gli obbedirà, concludendo con offerte di pace alla guerriglia comunista. Per i suoi oppositori è a rischio la democrazia e con lui al potere il Paese si avvia a una nuova dittatura 30 anni dopo la cacciata di Ferdinando Marcos.Lo stesso presidente uscente Benigno Aquino, la cui madre guidò il movimento popolare che portò alla destituzione di Marcos e poi fu capo dello Stato per sei anni, ha avvertito ripetutamente che il paese è a rischio dittatura. Aquino, il cui mandato in base alla costituzione non può durare più di sei anni, ha ottenuto una crescita economica del 6% l'anno ed è stato lodato per la lotta alla corruzione. Ma per i critici ha fatto poco per cambiare il modello economico, basato su un ristretto numero di famiglie che controlla la quasi totalità delle imprese del Paese.(Immagini Afp)