Roma, (askanews) - Il presidente del Bundestag Norbert Lammert ha firmato a Roma un documento che coinvolge la Germania, assieme a Italia, Francia e Lussemburgo - che attualmente guida la presidenza di turno Ue - e che tenta di rilanciare l'integrazione politica europea. Una "dichiarazione congiunta" che guarda ai futuri "Stati Uniti d'Europa".Quattro dei sei storici paesi fondatori dell'Unione europea, con i rispettivi presidenti della Camera bassa, hanno firmato il testo.Un'iniziativa non concordata con la cancelliera Angela Merkel. Non si parli quindi di un direttorio franco-tedesco-italiano teso a risolvere la crisi dei migranti, per quanto sulla soluzione delle quote i tre paesi si trovino d'accordo. Mette in guardia Lammert: "L'Italia è molto esposta, è particolarmente toccata" dalla crisi dei migranti per cause prettamente territoriali", ha spiegato il presidente della Camera bassa tedesca, ricordando che l'unica soluzione possibile alla crisi dei migranti è quella delle quote."Ho l'impressione che i governi di Germania, Francia e Italia stiano veramente avvicinandosi verso una tale soluzione e voglio dire che questi paesi non sono paesi qualsiasi, ma paesi fondatori" dell'Ue, ha aggiunto.Uno dei maggiori ostacoli all'approvazione delle quote tuttavia è l'opposizione dei paesi cosiddetti del gruppo Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia), in testa Budapest. La Germania, si sa, gode di rapporti molto stretti con la Polonia, dove tuttavia si svolgeranno le elezioni prossimamente (25 ottobre), ciò potrebbe essere d'aiuto? Lambert risponde così: "Se si arrivasse a un'escalation in Ucraina, che io non auguro, arriverebbero migliaia di rifugiati e sfollati ucraini in Polonia o Repubblica Ceca. Cosa ci direbbero questi governi? Di chi sarebbe questo problema? Sarebbe interpretato come un problema polacco o ceco? No, sarebbe un problema europeo, da risolvere a livello europeo", ha concluso.