Roma, (askanews) - La missione di pace in Kosovo attraverso gli occhi di 15 ragazzi e ragazze. E' l'esperienza vissuta questa estate da un gruppo di studenti dell'Università Luiss di Roma che stamane hanno ricevuto un attestato speciale: un riconoscimento per il percorso formativo che li ha portati, nell'ambito di una collaborazione tra l'ateneo e lo Stato Maggiore dell'Esercito, a vivere nella base di stanza a Pec- Belo Polje partecipando alle attività condotte sul terreno dai nostri militari che hanno, in questo caso, svolto il ruolo di docenti d'eccezione. A consegnare loro i riconoscimenti: il direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto, il generale Carlo Zontilli e il prorettore dell'ateneo Roberto Pessi.

Proprio questo, ha spiegato Lo Storto: "E' il modo più importante per mettere insieme teoria e pratica. E l occasione per confrontare quello che gli studenti studiano con i teatri operativi reali dove le cose davvero avvengono. Per questo - ha aggiunto il direttore generale della Luiss - l Esercito per noi è stata una bellissima, grande occasione".

A spiegare, invece, il perchè di una simile proposta fatta dalle nostre Forze Armate è stato il gen. Zontilli che ricopre il ruolo di Capo del III Reparto Impiego delle Forze/COE dello Sme. "Si tratta di una delle modalità dell esercito italiano di essere al servizio della collettività nazionale - ha detto l'alto ufficiale - e poi serve, naturalmente, per far conoscere a questi ragazzi che sono il futuro della nazione, quello che fa l esercito quando è impegnato in questi teatri operativi.

"Sicuramente si è trattato di una attività unica che la nostra università ci ha offerto insieme allo Stato Maggiore dell esercito. - è stata l'esperienza di una studentessa dopo il suo ritorno da Pristina - Ci portiamo dietro una preparazione per poter parlare di che cosa le nostre donne e i nostri uomini dell Esercito fanno nei teatri operativi con cognizione di causa. Possiamo davvero dire, infatti, di aver toccato con mano il lavoro che tutte queste persone, ogni giorno, svolgono nei teatri operativi per garantire la sicurezza di tutti noi anche se in un paese lontano dal nostro vivere quotidiano. Ci troviamo arricchiti - ha concluso - non solo professionalmente ma anche umanamente".