Milano (askanews) - "Oggi è la Giornata della memoria ma la memoria deve essere anche il ricordo ma deve essere soprattutto la forza di trasmettere alle generazioni che verranno la potenza che la memoria ha dentro di sé". Il prefetto di Milano Alessandro Marangoni ha aperto le porte di palazzo Diotti per celebrare insieme con le massime autorità locali la Giornata della Memoria e consegnare 17 medaglie d'oro concesse dal Presidente della Repubblica ai familiari di altrettanti cittadini italiani, civili e militari, che furono deportati e internati nei lager nazisti. Nel corso di una cerimonia in cui la retorica ha lasciato spazio al ragionamento sul valore del ricordo e il senso della testimonianza rivolta al futuro, la parola è stata affidata principalmente alle associazioni degli ex deportati politici, dei partigiani, della comunità ebraica ma anche di Rom e Sinti e, in assenza di rappresentanti, è stato lo stesso Marangoni a voler citare tra le vittime della persecuzione nazista, anche le persone omosessuali. Il prefetto ha voluto alla commemorazione anche il console generale aggiunto di Germania e una gruppo di liceali milanesi che l'hanno scorso ha visitato due campi di concentramento in Polonia. "Io penso che mettendo insieme tutti i pezzi del ricordo riusciremo a costruire la Verità e a darla come testimone alle future generazioni" ha spiegato il prefetto ai giornalisti, sottolineando che "oggi ci sono ancora delle spinte razziste, xenofobe, omofobe, di non comprensione e di esclusione della diversità dell'altro, per il colore della pelle, per la religione o per il comportamento sessuale. Il fare memoria oggi sia utile a fare il futuro di domani. Tutto ciò che non fa parte di noi e non abbiamo la capacità di accettare molto spesso diventa qualcosa che dobbiamo combattere: penso che la Giornata della memoria debba proprio grattare via questa incapacità, questa ruggine".