Pozzallo (TMNews) - "Noi siriani avevamo comprato il salvagente a differenza dei compagni di viaggio di colore che non hanno soldi per farlo". E' una delle testimonianze raccolte dalla Questura di Ragusa dai siriani a bordo del peschereccio dell'orrore dove sono morte 45 persone. Nelle immagini girate proprio da un profugo siriano si vedono i migranti chiedere aiuto mentre si avvicina la nave Chimera della Marina Militare che ha prestato i primi soccorsi. A tentare di soccorrere i migranti c'era stato anche un peschereccio tunisino, ma è stato subito allontanato dagli scafisti perché altrimenti "avrebbero perso il loro guadagno". Il racconto dei siriani è terrificante: i migranti africani, i più poveri, restavano nella stiva senza poter respirare, senza acqua e senza cibo e chi provava ad aiutarli veniva subito allontanato. Il loro peso lì serviva per bilanciare il peso del peschereccio. I loro corpi ora sono a Pozzallo all'interno della cella frigorifera allestita in un capannone della Protezione civile. Il medico legale Francesco Coco: "Li metteremo poi a disposizione dei parenti o degli amici che li vorranno identificare. Per adesso li mettiamo in cella"Intanto i morti del gommone naufragato sabato 28 giugno sarebbero 75 tra cui anche una donna secondo le testimonianze raccolte dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Dopo che il gommone si è sgonfiato, i migranti quasi tutti centrafricani hanno nuotato per sei ore senza riuscire a salvarsi.