Napoli, (TMNews) - Un muro di due metri che crolla in una zona non scavata dell'area archeologica di Pompei, nella regione V, insula 2, all'angolo dell'isolato lungo via Nola. È solo l'ultimo crollo che ha come teatro gli scavi, il terzo in tre giorni. Sotto accusa c'è il maltempo: la pioggia avrebbe appesantito una grande massa di terra e provocato il cedimento del muro sottostante, quello di una bottega chiusa al pubblico.Il presidente della Commissione italiana per l'Unesco, Giovanni Puglisi, lancia l'allarme: Pompei è "destinata a crollare perintero se non si interviene seriamente con un piano straordinario che metta in sicurezza l'area dal punto di vista geologico e geo-idrico" dice, non c'è più tempo da perdere.Il rischio idrogeologico è uno dei più urgenti da affrontare secondo la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei: quando piove l'acqua appesantisce i terreni, le aree più a rischio sono quelle non ancora scavate a ridosso delle strutture murarie antiche, in particolare lungo via dell'Abbondanza e via di Nola.L'area archeologica di Pompei conserva circa 2 milioni di metricubi di strutture murarie antiche, 17 mila metri quadrati diintonaci, 12 mila metri quadrati di pavimenti. La gran partedell'area - spiega il soprintendente Luigi Malnati - è oggetto del Grande Progetto Pompei, che sta mettendo in sicurezza e restaurando tutte le strutture, incluse quelle che hanno ceduto.