Firenze (askanews) - Introdurre ora il salario minimo "avrebbe prodotto un effetto destabilizzante nel sistema della contrattazione". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a 'Le giornate del lavoro' organizzate dalla Cgil a Firenze. "Abbiamo deciso di non praticare l'ipotesi di salario minimo - ha spiegato - perché pensiamo che un Paese come il nostro dove la contrattazione ha storie e radici particolarmente importanti e copre in maniera molto larga i contesti del lavoro del nostro Paese, infiliare lì un salario minimo, figlio del bisogno di coprire settori minimali, comunque avrebbe prodotto un effetto destabilizzante nel sistema della contrattazione. Quindi noi pensiamo che la contrattazione deve avere il suo ruolo, le parti sociali debbano sviluppare il loro confronto, poi naturalmente vedremo quello che succede. Se, ad un certo punto, si valuterà che è necessario ragionare di leggi, lo faremo".