Phoenix (TMNews) - L'agonia senza precedenti di un condannato a morte giustiziato in Arizona e che ha impiegato quasi due ore a morire ha rilanciato negli Stati Uniti le violenti polemiche sull'iniezione letale come metodo di esecuzione.Joseph Wood, condannato alla pena capitale nel 1989 per aver ucciso a colpi di pistola la compagna Debbie Dietz e il padre della donna, è morto dopo un'agonia non prevista. Di norma il decesso avviene nell'arco di pochi minuti.Wood aveva presentato alcuni ricorsi denunciando i rischi legati ai prodotti utilizzati nelle esecuzioni e sulle qualifiche del personale incaricato della somministrazione.La Costituzione americana vieta punizioni "crudeli e inusuali", quindi anche quelle cui è associata una sofferenza che possa venire considerata eccessiva.I testimoni dell'esecuzione di Wood, come il giornalista Troy Haden, riportano una sequenza drammatica."Joe Wood è morto dopo quasi due ore di agonia e ho visto un uomo soffocare per un'ora e 40 minuti come un pesce gettato sulla riva, che apre e chiude la bocca... Alla fine è morto ma non credo che questo fosse quello che il sistema giudiziario si era prefisso quando aveva deciso di usare questi farmaci".Spietato, ma per certi versi comprensibile, il giudizio di una dei parenti delle vittime."Tutti si preoccupano molto per quello che ha sofferto. Ma chi ha sofferto davvero sono stati mia padre e mia sorella quando sono stati uccisi".Lo stato dell'Arizona aveva dichiarato che la pena sarebbe stata eseguita con gli stessi prodotti utilizzati nell'Ohio nel gennaio scorso, quando l'agonia del condannato era durata 26 minuti. L'esecuzione di Wood è la 26esima dell'anno negli Stati Uniti, la prima in Arizona dall'ottobre del 2013.(Immagini Afp)