Zurigo (askanews) - "Non mi batto per il mio futuro, ma contro l'ingiustizia": si è presentato così Michel Platini alla Fifa a Zurigo per l'appello contro gli otto anni di sospensione inflitti al presidente Uefa dalla commissione del massimo organismo del calcio mondiale."Se avessi qualcosa da rimproverarmi sarei in Siberia a nascondermi dalla vergogna", ha detto l'ex calciatore francese. "La mia speranza, come dicono in inglese, è 'to clean my case, not to clean my name", qualcosa che suona come risolvere il mio caso e non ripulire il mio nome. "Sul mio nome - ha concluso Platini - non ho preoccupazioni"."Guarderò chi mi accusa negli occhi, non ho fatto niente e non ho paura di niente. Ho 60 anni e non ho mai preso un cartellino rosso in vita mia", ha concluso Platini.