Roma, (askanews) - I prodotti che riscaldano il tabacco anziché bruciarlo ("heat-not-burn"), alternativi alle sigarette tradizionali, hanno il potenziale di ridurre il rischio per la salute. A sostenerlo è il professor Maurice Smith, specialista in tossicologia e segretario del R&D Scientific Advisory Board di Philip Morris International (Pmi), a margine del convegno "L'ipertensione in un giorno", svoltosi all'università La Sapienza in occasione della XII giornata mondiale contro l'ipertensione.

"Abbiamo capito - ha affermato Smith - che è molto importante offrire ai fumatori un prodotto alternativo che riduca i rischi connessi al fumo. Chiaramente molti trovano difficile smettere di fumare, ci sono un miliardo di fumatori nel mondo e questa situazione continuerà nel futuro per quel che si può prevedere. L'obiettivo della nostra ricerca è dimostrare che i nostri prodotti a potenziale rischio ridotto abbiano un profilo di rischio che si avvicini il più possibile a quello dello smettere di fumare. Sviluppando dei prodotti che riscaldano il tabacco senza bruciarlo - ha spiegato il tossicologo di Pmi - abbiamo potuto dimostrare che si vede una riduzione importante della formazione di molti componenti nocivi che ci sono nelle sigarette. Abbiamo anche dimostrato in laboratorio che c'è una riduzione della tossicità rispetto al fumo di sigaretta.

Inoltre, anche negli studi clinici, abbiamo riscontrato una ridotta esposizione a componenti dannosi. Stiamo ora analizzando la riduzione del rischio nei test clinici, in cui osserviamo diversi biomarkers anche rispetto alle malattie cardiovascolari, che sono il tema della conferenza di oggi. Prima della fine dell'anno presenteremo tutti i nostri risultati alla Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti, per cercare di ottenere la registrazione di questi prodotti come 'prodotti di tabacco a rischio modificato'".