L’Italia è percorsa da innumerevoli ponti: alcuni risalenti all’epoca romana, altri recenti, frutto delle più innovative tecniche di costruzione. Tra questi, una enorme quantità di opere, costruite in tempi diversi, con differenti conoscenze e parametri di sicurezza. Dopo il crollo del ponte Morandi, gli interrogativi sulle strutture italiane sono molti. Perché alcune opere collassano? È colpa dell’utilizzo del calcestruzzo? E come gestire infrastrutture tra loro così diverse per caratteristiche tecniche e utilizzo? Lo abbiamo chiesto all’ingegnere Marco Di Prisco, docente di Progetto e Strutture al Politecnico di Milano.
VIDEO / Dopo Genova, tutti i ponti sotto osservazione (di Andrea Marini)
Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova del 14 agosto, sei ponti in tutta Italia sono stati posti sotto osservazione. A Roma disagi sta provocando la chiusura del Ponte della Scafa, percorso ogni giorno da 34mila veicoli, che collega il quartiere Ostia con il comune di Fiumicino. Ma sotto la lente ci sono strutture anche in Sicilia e Campania...
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APPROFONDIMENTI
Ponti romani meglio dei nostri? Più che la tecnica poté la manutenzione (di Vittorio Nuti)
Paragoni realistici non sono possibili, spiega l'archeologo Alessandro Pintucci: troppo diversi i carichi e le condizioni d'uso. Ma qualcosa possiamo sicuramente imparare dagli antichi romani e dei loro successori: il vanto di manutere le opere pubbliche e il ruolo fondamentale dei controlli affidati a “curatori” efficienti...
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DOSSIER / Genova, tutto sul crollo del ponte Morandi