Lima (askanews) - La febbre dell'oro peruviana minaccia i polmoni del pianeta. Questa regione del paese sudamericano ospitava una porzione della più lussureggiante foresta del mondo, quella amazzonica. Adesso è diventata un incubo ambientale.Miniere d'oro illegali hanno devastato il patrimonio forestale della regione Madre de Dios, nel Perù centro-orientale al confine con il Brasile. I laghi sono inquinati da mercurio, impiegato per l'estrazione dell'oro, mentre decine di migliaia di minatori illegali hanno sbancato l'area con i bulldozer in cerca del prezioso metallo.Campi improvvisati lungo i fiumi sono spuntati come funghi per poi trasformarsi in villaggi senza legge, disseminati di bordelli e controllati dai piccoli boss che controllano il mercato in nome di organizzazioni criminali più grandi. E di strutture apparentemente insospettabili.La polizia sembra fare finta di non vedere, soprattutto nei confronti dello sfruttamento dei minatori minorenni che giungono dalle aree più diseredate del Perù meridionale. Avviati sul mercato del lavoro minorile senza garanzie lungo l'Interoceanic Highway che ha reso gli spostamenti più agevoli. Come spiega Eduardo Salhuana, avvocato delle Federazione minatori della Madre de Dios"Siamo convinti che il governo non intenda intervenire contro le miniere illegali perché ci sono troppi interessi intorno alle grandi quantità d'oro di questa regione e dato che molti settori possono trarre vantaggio da queste estrazioni".Ma la febbre dell'oro ha già distrutto oltre 40mila ettari di foreste, una superficie circa due volte l'isola d'Elba, mentre alla maggioranza degli abitanti di Puerto Maldonado, la capitale regionale, sono stati riscontrati livelli abnormi di mercurio nel sangue. E il processo sembra destinato a continuare dato che il ritmo della deforestazione negli ultimi anni è triplicato.(Immagini Afp)