Bruxelles, 22 marzo – Sirene, borse sospette per le vie della città, l'esercito per le strade e di fronte alle stazioni metro bloccate. Bruxelles si è risvegliata in un clima surreale, dopo la doppia esplosione che ha colpito l'aeroporto Zaventem e la fermata di Maelbeek. Siamo a Brussels Central Station, pochi minuti a piedi da Grand Place. I passeggeri vengono fatti evacuare, si cerca di capire cosa è successo perché le informazioni sono ancora confuse. C'è chi ha “letto qualcosa sullo smartphone” e chi è al corrente di tutto dalle 8 di mattina, ma non si aspettava ripercussioni per le linee della metropolitana. A distanza di pochi metri dalla piazza, che ospita anche un hotel Hilton e un supermercato, una via viene bloccata per una “borsa lasciata da qualcuno”. L'allarme rientra, ma la strada resta bloccata.
A mezzogiorno la notizia è già nota a tutti e la fermata è controllata a vista dall'esercito. C'è ancora gente per strada, addirittura qualche turista e alcune famiglie. Ma il via vai è sempre più tenue. “Dopo quello che è successo a Parigi e dopo la cattura di Salah, ce lo aspettavamo – ci dice un passeggero fuori dalla metro - Era qualcosa che si poteva prevedere”.