Roma, (askanews) - Per la giornata della donna l'Unicef Italia lancia "l'#8marzodellebambine", idealmente dedicato alle bambine migranti e rifugiate, che negli ultimi mesi stanno attraversando l'Europa per fuggire da guerra e violenze. Ma con l'"#8marzodellebambine" si vogliono ricordare anche tutte le bambine e le ragazze che si trovano in pericolo, in tutto il mondo, quelle a cui ogni giorno vengono negati i diritti fondamentali, l'infanzia, a volte la vita stessa. Bambine spose, violate, sfruttate.Come Fatimetou che in Mauritania, racconta, è stata costretta a sposare a 13 anni un uomo molto più grande che neanche conosceva e a lasciare la scuola, ha passato anni di soprusi e amarezze e ora grazie a un'associazione, partner dell'Unicef, ha deciso di chiedere il divorzio.Si calcola che nel mondo siano 700 milioni le donne che si sono sposate prima di aver compiuto 18 anni, più di una su tre prima dei 15 anni. Una ragazza su 10 sotto i 20 anni è stata violentata o costretta a compiere atti sessuali. Dati drammatici che riguardano anche l'Italia, dove 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni.Secondo l'Unicef almeno 200 milioni di donne e bambine hanno subito mutilazioni genitali femminili in 30 paesi. E' stato calcolato, infine, che nel 2015, il 57% dei giovani analfabeti tra i 15 e i 24 anni, era costituito da ragazze. L'istruzione delle bambine, ricorda l'Unicef, è l'investimento più potente che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere.