Roma, (askanews) - Il Pen club ha assegnato il premio per il coraggio nella libertà di espressione a Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese vittima di un sanguinoso attentato a gennaio scorso. La decisione, tuttavia, ha diviso gli intellettuali, con più di 150 scrittori che hanno abbandonato la serata al Museo di New York denunciando le vignette del giornale come offensive."Poche persone sono disposte a mettersi in pericolo per garantire la libertà di tutti, per dire cosa pensano. Chi lavora oggi a Charlie Hebdo ha insistito e il premio riflette il loro rifiuto alla limitazione della libertà d'espressione tramite la violenza", ha dichiarato il presidente del Pen American Center, Andrew Solomon."Io e Jean Baptiste (il co-direttore Jean Baptiste Thoret, ndr) siamo molto orgogliosi di essere qui e di ricevere questo prestigioso premio, anche se qualcuno ritiene che dare a noi questo riconoscimento sia un oltraggio - ha affermato l'attuale direttore del settimanale satirico francese Gérard Biard, sottolineando- Capisco perfettamente che alcuni fedeli possano restare scioccati da vignette che ritraggono Maometto, Gesù, Mosé o il Papa. Ma scioccarsi fa parte del dibattito democratico, essere uccisi no. Grazie".Tra gli ospiti anche Salman Rushdie, l'autore che si attirò una fatwa con il libro "I versi Satanici" (1988): "Siamo qui per sostenere la causa della libertà d'espressione. I premi assegnati dal Pen Club non sono degli Oscar, si sa, sono un modo per gettare luce sugli abusi".(immagini Afp)