Roma, (askanews) - Un faccia a faccia di due ore fra le vittime australiane di abusi e il cardinale George Pell. Un incontro per ascoltare le loro storie e le loro richieste di fronte alla piaga degli abusi e della pedofilia commessa da sacerdoti. Il cardinale, un tempo arcivescovo di Melbourne e poi di Sidney, ora prefetto del superministero dell'Economia voluto da Papa Francesco, ha incontrato una quindicina di vittime dei casi avvenuti in Australia negli anni '70 e '80, al termine delle quattro audizioni del porporato con la commissione governativa australiana."Ho incontrato una dozzina di vittime di Ballarat, ho ascoltato le loro storie e le loro sofferenze. È stata dura. Mi impegno a continuare a cooperare con i sopravvissuti", ha detto il porporato assicurando il suo impegno per "migliorare la situazione"."Anche un solo suicidio è troppo, è troppo - ha ripetuto Pell - e ce ne sono stati tanti di questi tragici suicidi. Mi impegno a lavorare con il gruppo di sopravvissuti per porre un termine a ciò, in modo che il suicidio non sia più un'opzione per coloro che soffrono".Di concreto però ha promesso poco. "Non posso promettere l'impossibile, sappiamo quanto è difficile fare le cose, ma voglio che sappiate che sosterrò il lavoro di investigazione e di assistenza alle vittime".A parlare, a nome delle vittime australiane, è stato David Ridsdale, nipote di padre Ridsdale, prete pedofilo seriale: "Abbiamo avuto un incontro estremamente toccante con il cardinale Pell", ha detto. Prima di annunciare un possibile incontro con il Papa: "Stiamo ancora aspettando ma è allo studio una eventuale visita dal Papa. Saremmo felici se succedesse".