Pomigliano d'Arco, (TMNews) - Dare ai rifugiati le case confiscate alla Camorra. Lo chiedono i parroci di Pomigliano d'Arco, il paese partenopeo dove due anni fa hanno trovato un ricovero cinquantadue giovani africani, sfuggiti dalla guerra civile in Libia. In questo periodo sono stati ospitati in un albergo col contributo dello Stato. Ma oggi che secondo il governo in Libia è finita l'emergenza, si conclude anche l'assistenza. "E' una situazione nuova per la città. Noi dobbiamo immaginare questi ragazzi per strada senza un alloggio, senza vitto, con tutto quello che comporta anche in termini di igiene e di incolumità per la città":i l rischio dello scoppio di tensioni a Pomigliano è tangibile, secondo don Peppino Gambardella, tra i parroci che tentano di trovare una soluzione per far restare i rifugiati sul territorio. "E un problema - ha detto - che interpella la nostra coscienza civica ma anche la nostra coscienza di cristiani". I parroci hanno scritto al sindaco di Pomigliano, il quale se la prende con il governo che ha "scaricato il problema sul Comune campano". Ma intanto qualcosa si è mosso nella macchina della solidarietà. "Il direttore dell'albergo - ha detto don Gambardella - ha sospeso per qualche giorno il provvedimento di estrmettere dalla struttura i ragazzi".