Roma, (askanews) - "Da uomo libero non posso che uscire da questo Movimento 5 stelle, da quello che è diventato oggi, che non è quello che era quando è nato":

il sindaco di Parma Federico Pizzarotti annuncia così la sua uscita dal Movimento 5 stelle. In una conferenza stampa gremitissima in municipio, il primo sindaco pentastellato spiega: "Quando è nato eravamo persone libere, critiche, che volevamo fare entrare le telecamere all'interno dei consigli comunali per documentare quello che avveniva e adesso siamo quelli dei direttori".

La decisione è maturata a oltre 140 giorni dall'annunciata sospensione dal movimento a seguito dell'iscrizione del primo cittadino nel registro degli indagati per abuso d'ufficio nell'inchiesta per le nomine al Teatro Regio, per la quale, tra l'altro, il giudice ha disposto l'archiviazione. Il confronto con il direttorio richiesto da Pizzarotti non è mai avvenuto:

"Oggi è il 144esimo giorno dalla sospensione. Ma anche solo dall'archiviazione, nessuno ha mai pensato, se non qualche sparuto parlamentare o altre persone elette o comunque amici, ha voluto chiamare".

"La codardia di non dare una risposta, di non fare una telefonata, va cercata soprattutto in questo direttorio che si è schierato, messo dietro al garante. Fossi in voi gli avrei chiesto 'scusate ma non avete un briciolo di responsabilità, di personalità, di umanità per chiamare? Ho capito che decide il garante, ma voi potete comunque chiamare, o no?".

I 18 consiglieri comunali del Movimento 5 stelle a Parma hanno detto di sostenere "compatti" il sindaco . Il capogruppo M5s in Consiglio comunale, Marco Bosi: "Attualmente siamo tutti convinti che la giunta debba andare avanti perché abbia lavorato bene e debba andare avanti. Valuteremo insieme se tutti e 18 riteniamo la scelta migliore uscire oggi o aspettare il fine mandato".