Atene (askanews) - Dopo il no delle urne al referendum, arriva il sì del Parlamento greco a trattare. Con una fortissima maggioranza di 250 voti favorevoli su 300, è stato approvato il mandato al governo a continuare i negoziati con i partner europei per un terzo programma di assistenza finanziaria da parte del Fondo salva Stati dell'Eurozona, sulla base delle proposte di riforme e di misure di bilancio presentate giovedì a Bruxelles.Si tratta di un indubbio successo per il premier, Alexis Tsipras, che dispone ora di una sorta di mandato di unità nazionale. Secondo le istituzioni della ex troika, il pacchetto di riforme da 12 miliardi di euro presentato da Atene costituisce una "base per il negoziato", ma serviranno "misure supplementari" e altre riforme per raggiungere gli obiettivi di bilancio.Tra le misure proposte da Atene, via lo sconto Iva alle isole entro il 2016, aliquota aumentata al 23% per ristoranti e catering, e per gli alberghi al 13%. La Grecia, in cambio delle riforme proposte, chiede ai creditori 53,5 miliardi per onorare prestiti fino a giugno del 2018 e chiede anche di rivedere l'obiettivo primario di un surplus per i prossimi 4 anni.Ma il popolo del no, non molla. Migliaia di manifestanti hanno riempito Piazza Syntagma, dove ha sede il Parlamento greco, per ribadire la loro contrarietà all'austerity. Il premier Tsipars ha preso le distanze: "Abbiamo avuto il mandato di cercare un accordo migliore, non quello di portare la Grecia fuori dall'Eurozona".(immagini AFP)